(precedentemente postato nel MySpace de l'Archivista)
Dopo il ritrovamento di COSMIC FURNACE, sarebbe stato facile riportare alla luce in caverna un disco fondamentale per il sottoscritto quale SOMETHING/ANYTHING o A WIZARD A TRUE STAR ... oppure TODD.
Invece, spinto da reale nostalgia ho estratto dalla sua preziosa copertina (europea) uno dei dischi più sottovalutati ed ignorati della discografia di uno dei massimi esponenti del prog-americano negli anni 70 (ed anche eccellente songwriter pop): TODD RUNDGREN.
Ho scelto il secondo capitolo con la band UTOPIA, quel ANOTHER LIVE registrato dal vivo nell'agosto del 1975 e pubblicato un anno dopo lo straordinario evento che fu l'uscita omonima della band UTOPIA.
ANOTHER LIVE vede la formazione degli "utopians" già parzialmente cambiata, in via di riassestamento verso la consolidata band che accompagnerà Todd dalla fine del 1975 fino agli anni 90. Non c'è più il sintetista dai capelli verdi (Mr. Frog Labat) ed al posto suo è arrivato proprio il talentuoso electronic wizard ROGER POWELL, mentre alla batteria il più rigoroso ed ordinato JOHN WILCOX ha preso il posto che era stato dell'imprevedibile (ma eccellente) Kevin Ellmann. sono rimasti per il momento al loro posto RALPH SCHUCKETT (tastiere), MOOGY KLINGMAN (tastiere) e JOHN SIEGLER (basso).
Il suono del gruppo è comunque straordinariamente solido e coerente con la precedente uscita e anche l'apporto compositivo dei nuovi arrivati è assolutamente integrato nella trama sonora della band.
(01)
ANOTHER LIFE
è un brano d'apertura che avrebbe fatto invidia a qualsiasi band contemporanea, con i suoi riffs potenti e penetranti e le cangianti atmosfere a cavallo tra un prog in evoluzione ed una reminiscenza del suono soul americano.
(02)
THE WHEEL
è una ballata acustica che si avvale dell'uso della tromba di Powell e della fisarmonica di Klingman e dell'armonica di Shuckett, mentre Wilcox efficacemente sottolina il tutto con dei bongos post-hippies.
Tutto assolutamente ... TODD!
(03)
THE SEVEN RAYS
è l'episodio sicuramente più interessante del disco.
Una tipica composizione sempre sul confine della troppa cerebralità per una band americana di "intrattenimento", ma perfettamente inserita in quell'epoca di coraggiose puntate nella complessità musicale con il "feel" della banda rock. Il brano comunque anticipa perfettamente quello che sarà da lì a poco il suono della band UTOPIA e definisce in maniera assoluta il concetto di prog-americano. Peccato che lo stesso Todd lo abbia ben presto abbandonato nelle sue scalette "concettuali" successive.
(04)
INTRO/MISTER TRISCUITS/SOMETHING'S COMING
esplosivo contributo elettronico al suono utopiano di Roger POwell che "duella" con la chitarra allucinata di Rundgren prima di lasciare il posto all'ottimo songwriting rock del chitarrista in questa sorta di nuovo medley electro-glam.
(una breve digressione necessaria per segnalarvi l'esistenza di un bootleg intitolato NIMBUS TITHERWARD registrato a Londra nel 1975 dove la versione di questo brano raggiunge dei livelli davvero STELLARI di gran lunga superiori a quelli - già meravigliosi - presenti in questa pubblicazione.)
(05)
HEAVY METAL KIDS
classico del precedente repertorio solo di Todd qui adattato alla dimensione più ricca del sestetto.
Il beat è decisamente più veloce e l'arrangiamento soprattutto vocale sembra più riportare il tutto ad una canzone glam-soul-rock, quale in origine proprio non era! Purtroppo il risultato non è perfettamente riuscito ed è l'episodio minore dell'intero disco, nonostante il brano sia sempre comunque una solida rock-song.
(06)
DO YA
è la cover di un brano dei MOVE in "risposta" ad una loro cover di un brano dei NAZZ (prima band di Todd) presente nel repertorio live della band inglese. Indubbiamente adatta alle corte del Todd più "beat" diventa una efficacissima versione post-psichedelica.
(07)
JUST ONE VICTORY
un vero e proprio inno post-freak denso di messaggi pacificti e di tolleranza nel testo e di riferimenti al soul della costa ovest americana nella musica. Uno dei brani di Todd che personalmente amo di più (forse perchè chiudeva un altrattanto amato LP intitolato AWATS).
Rifugio per un appassionato di musica con forte predisposizione alla nostalgia per i tempi trascorsi (anni 50/60/70/80 e anche 90 ed oltre). Riflessioni rare e casuali sulla musica, il cinema e l'arte delle ultime decadi del novecento e di inizio nuovo millennio.
Visualizzazione post con etichetta Roger Powell. Mostra tutti i post
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giovedì 15 gennaio 2009
TODD RUNDGREN's UTOPIA - Another LIve (1975)
(precedentemente postato nel MySpace de l'Archivista)
Dopo il ritrovamento di COSMIC FURNACE, sarebbe stato facile riportare alla luce in caverna un disco fondamentale per il sottoscritto quale SOMETHING/ANYTHING o A WIZARD A TRUE STAR ... oppure TODD.
Invece, spinto da reale nostalgia ho estratto dalla sua preziosa copertina (europea) uno dei dischi più sottovalutati ed ignorati della discografia di uno dei massimi esponenti del prog-americano negli anni 70 (ed anche eccellente songwriter pop): TODD RUNDGREN.
Ho scelto il secondo capitolo con la band UTOPIA, quel ANOTHER LIVE registrato dal vivo nell'agosto del 1975 e pubblicato un anno dopo lo straordinario evento che fu l'uscita omonima della band UTOPIA.
ANOTHER LIVE vede la formazione degli "utopians" già parzialmente cambiata, in via di riassestamento verso la consolidata band che accompagnerà Todd dalla fine del 1975 fino agli anni 90. Non c'è più il sintetista dai capelli verdi (Mr. Frog Labat) ed al posto suo è arrivato proprio il talentuoso electronic wizard ROGER POWELL, mentre alla batteria il più rigoroso ed ordinato JOHN WILCOX ha preso il posto che era stato dell'imprevedibile (ma eccellente) Kevin Ellmann. sono rimasti per il momento al loro posto RALPH SCHUCKETT (tastiere), MOOGY KLINGMAN (tastiere) e JOHN SIEGLER (basso).
Il suono del gruppo è comunque straordinariamente solido e coerente con la precedente uscita e anche l'apporto compositivo dei nuovi arrivati è assolutamente integrato nella trama sonora della band.
(01)
ANOTHER LIFE
è un brano d'apertura che avrebbe fatto invidia a qualsiasi band contemporanea, con i suoi riffs potenti e penetranti e le cangianti atmosfere a cavallo tra un prog in evoluzione ed una reminiscenza del suono soul americano.
(02)
THE WHEEL
è una ballata acustica che si avvale dell'uso della tromba di Powell e della fisarmonica di Klingman e dell'armonica di Shuckett, mentre Wilcox efficacemente sottolina il tutto con dei bongos post-hippies.
Tutto assolutamente ... TODD!
(03)
THE SEVEN RAYS
è l'episodio sicuramente più interessante del disco.
Una tipica composizione sempre sul confine della troppa cerebralità per una band americana di "intrattenimento", ma perfettamente inserita in quell'epoca di coraggiose puntate nella complessità musicale con il "feel" della banda rock. Il brano comunque anticipa perfettamente quello che sarà da lì a poco il suono della band UTOPIA e definisce in maniera assoluta il concetto di prog-americano. Peccato che lo stesso Todd lo abbia ben presto abbandonato nelle sue scalette "concettuali" successive.
(04)
INTRO/MISTER TRISCUITS/SOMETHING'S COMING
esplosivo contributo elettronico al suono utopiano di Roger POwell che "duella" con la chitarra allucinata di Rundgren prima di lasciare il posto all'ottimo songwriting rock del chitarrista in questa sorta di nuovo medley electro-glam.
(una breve digressione necessaria per segnalarvi l'esistenza di un bootleg intitolato NIMBUS TITHERWARD registrato a Londra nel 1975 dove la versione di questo brano raggiunge dei livelli davvero STELLARI di gran lunga superiori a quelli - già meravigliosi - presenti in questa pubblicazione.)
(05)
HEAVY METAL KIDS
classico del precedente repertorio solo di Todd qui adattato alla dimensione più ricca del sestetto.
Il beat è decisamente più veloce e l'arrangiamento soprattutto vocale sembra più riportare il tutto ad una canzone glam-soul-rock, quale in origine proprio non era! Purtroppo il risultato non è perfettamente riuscito ed è l'episodio minore dell'intero disco, nonostante il brano sia sempre comunque una solida rock-song.
(06)
DO YA
è la cover di un brano dei MOVE in "risposta" ad una loro cover di un brano dei NAZZ (prima band di Todd) presente nel repertorio live della band inglese. Indubbiamente adatta alle corte del Todd più "beat" diventa una efficacissima versione post-psichedelica.
(07)
JUST ONE VICTORY
un vero e proprio inno post-freak denso di messaggi pacificti e di tolleranza nel testo e di riferimenti al soul della costa ovest americana nella musica. Uno dei brani di Todd che personalmente amo di più (forse perchè chiudeva un altrattanto amato LP intitolato AWATS).
Etichette:
(*) USA,
1975,
Roger Powell,
Todd Rundgren,
Utopia
ROGER POWELL - Cosmic Furnace (1973)

(precedentemente postato nel MySpace de l'Archivista)
Roger Powell ha avuto un momento di considerevole notorietà quando è entrato a far parte dell'orchestra prog-psichedelica di quello straordinario artista che fu (ed è) TODD RUNDGREN nella seconda metà degli anni 70. Entrato per sostituire le rumoristiche incursioni sonore di Mr. Frog Labat ben presto ha accorpato su di se l'intera responsabilità della sezione tastiere, in precedenza suddiviso in tre diffrenti persone, Moogy Klingman, Ralph Shuckett e Frog Labat, appunto.
Eppure nel 1973, sponsorizzato dalla ARP Instruments Inc., il mago del suono prog elettronico ha prodotto uno dei dischi FONDAMENTALI della scena elettronica seventies.
Una breve digressione a proposito della leggentaria ARP. Fondata da Alan Robert Pearlman nel 1969, la ARP riuscì a perseguire ottimi risultati nel campo della produzione di strumenti musicali elettronici in una ricerca parallela e (unica) concorrente alla strada intrapresa dalla Moog Inc. Tra i suoi leggendari modelli vanno ricordati con nostalgia l'ARP ODYSSEY, l'ARP 2600 e, sebbene con qualche rammarico "funzionale" l'ARP Quadra.
Nella Fornace Cosmica dell'alchimista del suono Roger Powell ogni singolo modello di sintetizzatore ARP è stato sapientemente "incaricato" di sostituire gamme di suono ben precise.
Entriamo nella COSMIC FURNACE ....
(01)
ICTUS - The Primordial Pulse
Un beat costante, ossessivo generato da un white noise senza decay e sustain mantiene teso e diretto il contesto sonoro in cui pianoforte e una serie di modulazioni timbriche di vari synth ARP forniscono temi che cambiano continuamente intersecandosi tra loro seguendo anche delle ondivaghe variazioni di tempo.
Un brano di forte impatto e personalità che spinge in avanti il confine della musica elettronica applicata ad un certo linguaggio più progressivo fino a quel momento identificabile con le straordinarie elaborazioni di personaggi quali Beaver & Krause o la TONTO Expanding Head Band di Malcolm Cecil e Robert Margouleff. Una apertura di LP destinata a rimanere tra le più impressionanti ed efficaci mai prodotte.
(2)
LUMIA - Dance Of The Nebulae
Una cosmische intro fa subito intuire ad un logico sviluppo modello tedesco (Phaedra dei Tangerine Dream è proprio del 1973). Lunghe sequenze elettroniche con variazioni timbriche random a tappeto di semplici modulazioni tematiche.
(3)
FOURNEAU COSMIQUE - The Alchemical Furnace Of Cleopatra
Il sorprendente intro di pianoforte sembra invece portare l'atmosfera verso un'altra direzione, ma è solo una riprova della versatilità della ricerca del Powell datato 1973. Il piano acustico (ed il fender Rhodes) sono gli unici suoni NON GENERATI dalla vasta gamma dei sintetizzatori ARP messi a disposizione dalla omonima azienda americana.
Infatti riprendono le percussioni elettroniche e i suoni solisti tipici della generazione analogica. Interessante notare la struttura compositiva lasciata al supporto di coraggiose sequenze di accordi in progressioni molto originali. La conclusione pianistica riporta l'atmosfera a quel senso di "sospeso" ben caratterizzate dai "noise drops" in background.
(4)
HERMETIC ENIGMA - The Fixed Volatile
(The Answer Is But Another Bird)
Come per la prima composizione "Ictus", qui l'impatto è volutamente più ritmico (in realtà questo brano apriva maestosamente la seconda facciata dell'LP). Il tema viene esposto dal piano, dal clavinet e da più synths fino ad una "zona" sospesa da un pulsare di sequenza elettronica su cui si inserisce una sezione a-solo mentre in sottofondo tutti gli strumenti continuano autonomamente ad "inventarsi" una figura ritmica ed armonica in costante evoluzione. Forse uno dei momenti più interessanti del disco, dove l'ascolto dei particolari dello sfondo sono molto più importanti delle evoluzioni solistiche di Powell. Splendido soprattutto il Rhodes che permette di apprezzare la qualità dell'esecuzione pianistica di Powell.
(5)
QUEENE ENFINESKA - Serenity Of The Lion In Summer
Ancora guidata da un pianoforte acustico in primo piano questa ordinata breve composizione paga tributo al prog contemporaneo, ma con una grande dignità ed originalità
(6)
TENSEGRITY - A Dymaxion Triptych
E' il brano che conclude il disco ed è anche il più complesso in termini di composizione. Ben inteso, la complessità qui non è data dalla difficoltà dei temi proposti, ma da una obliqua verve quasi "bluesy" che davvero risulta sorprendentemente bizzarra. Le progressioni armoniche dei sintetizzatori usati sono costantemente in evoluzione mentre la glaciale ritmica dei primi sequencer non riscalda l'atmosfera rendendola molto asettica e snob.
Molto interessante la sezione più rarefatta che caratterizza l'inizio la seconda metà del brano, che offre una brillante soluzione di continuità all'atmosfera precedente. Molto bello nel frattempo, l'uso del pianoforte acustico, che rende umana un'atmosfera diversamente aliena.
Questo era nel 1973.

Dopo anni di silenzio Roger Powell ha organizzato un nuovo progetto musicale chiamato FOSSIL POETS. Pur evidentemente molto meno rivoluzionario dei suoi primi esperimenti, il nuovo Powell merita comunque un ascolto attento, data la sua indubbia capacità compositiva e strumentale.
Roger Powell ha avuto un momento di considerevole notorietà quando è entrato a far parte dell'orchestra prog-psichedelica di quello straordinario artista che fu (ed è) TODD RUNDGREN nella seconda metà degli anni 70. Entrato per sostituire le rumoristiche incursioni sonore di Mr. Frog Labat ben presto ha accorpato su di se l'intera responsabilità della sezione tastiere, in precedenza suddiviso in tre diffrenti persone, Moogy Klingman, Ralph Shuckett e Frog Labat, appunto.
Eppure nel 1973, sponsorizzato dalla ARP Instruments Inc., il mago del suono prog elettronico ha prodotto uno dei dischi FONDAMENTALI della scena elettronica seventies.
Una breve digressione a proposito della leggentaria ARP. Fondata da Alan Robert Pearlman nel 1969, la ARP riuscì a perseguire ottimi risultati nel campo della produzione di strumenti musicali elettronici in una ricerca parallela e (unica) concorrente alla strada intrapresa dalla Moog Inc. Tra i suoi leggendari modelli vanno ricordati con nostalgia l'ARP ODYSSEY, l'ARP 2600 e, sebbene con qualche rammarico "funzionale" l'ARP Quadra.
Nella Fornace Cosmica dell'alchimista del suono Roger Powell ogni singolo modello di sintetizzatore ARP è stato sapientemente "incaricato" di sostituire gamme di suono ben precise.
Entriamo nella COSMIC FURNACE ....
(01)
ICTUS - The Primordial Pulse
Un beat costante, ossessivo generato da un white noise senza decay e sustain mantiene teso e diretto il contesto sonoro in cui pianoforte e una serie di modulazioni timbriche di vari synth ARP forniscono temi che cambiano continuamente intersecandosi tra loro seguendo anche delle ondivaghe variazioni di tempo.
Un brano di forte impatto e personalità che spinge in avanti il confine della musica elettronica applicata ad un certo linguaggio più progressivo fino a quel momento identificabile con le straordinarie elaborazioni di personaggi quali Beaver & Krause o la TONTO Expanding Head Band di Malcolm Cecil e Robert Margouleff. Una apertura di LP destinata a rimanere tra le più impressionanti ed efficaci mai prodotte.
(2)
LUMIA - Dance Of The Nebulae
Una cosmische intro fa subito intuire ad un logico sviluppo modello tedesco (Phaedra dei Tangerine Dream è proprio del 1973). Lunghe sequenze elettroniche con variazioni timbriche random a tappeto di semplici modulazioni tematiche.
(3)
FOURNEAU COSMIQUE - The Alchemical Furnace Of Cleopatra
Il sorprendente intro di pianoforte sembra invece portare l'atmosfera verso un'altra direzione, ma è solo una riprova della versatilità della ricerca del Powell datato 1973. Il piano acustico (ed il fender Rhodes) sono gli unici suoni NON GENERATI dalla vasta gamma dei sintetizzatori ARP messi a disposizione dalla omonima azienda americana.
Infatti riprendono le percussioni elettroniche e i suoni solisti tipici della generazione analogica. Interessante notare la struttura compositiva lasciata al supporto di coraggiose sequenze di accordi in progressioni molto originali. La conclusione pianistica riporta l'atmosfera a quel senso di "sospeso" ben caratterizzate dai "noise drops" in background.
(4)
HERMETIC ENIGMA - The Fixed Volatile
(The Answer Is But Another Bird)
Come per la prima composizione "Ictus", qui l'impatto è volutamente più ritmico (in realtà questo brano apriva maestosamente la seconda facciata dell'LP). Il tema viene esposto dal piano, dal clavinet e da più synths fino ad una "zona" sospesa da un pulsare di sequenza elettronica su cui si inserisce una sezione a-solo mentre in sottofondo tutti gli strumenti continuano autonomamente ad "inventarsi" una figura ritmica ed armonica in costante evoluzione. Forse uno dei momenti più interessanti del disco, dove l'ascolto dei particolari dello sfondo sono molto più importanti delle evoluzioni solistiche di Powell. Splendido soprattutto il Rhodes che permette di apprezzare la qualità dell'esecuzione pianistica di Powell.
(5)
QUEENE ENFINESKA - Serenity Of The Lion In Summer
Ancora guidata da un pianoforte acustico in primo piano questa ordinata breve composizione paga tributo al prog contemporaneo, ma con una grande dignità ed originalità
(6)
TENSEGRITY - A Dymaxion Triptych
E' il brano che conclude il disco ed è anche il più complesso in termini di composizione. Ben inteso, la complessità qui non è data dalla difficoltà dei temi proposti, ma da una obliqua verve quasi "bluesy" che davvero risulta sorprendentemente bizzarra. Le progressioni armoniche dei sintetizzatori usati sono costantemente in evoluzione mentre la glaciale ritmica dei primi sequencer non riscalda l'atmosfera rendendola molto asettica e snob.
Molto interessante la sezione più rarefatta che caratterizza l'inizio la seconda metà del brano, che offre una brillante soluzione di continuità all'atmosfera precedente. Molto bello nel frattempo, l'uso del pianoforte acustico, che rende umana un'atmosfera diversamente aliena.
Questo era nel 1973.

Dopo anni di silenzio Roger Powell ha organizzato un nuovo progetto musicale chiamato FOSSIL POETS. Pur evidentemente molto meno rivoluzionario dei suoi primi esperimenti, il nuovo Powell merita comunque un ascolto attento, data la sua indubbia capacità compositiva e strumentale.
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