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mercoledì 28 dicembre 2011

... il 1966 nel mio 2011































... "virgin forest" ... è ancora oggi un manifesto creativo pari al ritorno di Monster Magnet!





... imperdibile documento alle origini del folk psichedelico!





Un disco completo e clamorosamente interessante per l'epoca e per tutte le realtà successive e ad esso contemporanee (dal fenomeno folk-rock di artisti come Donovan, Jansch, Renbourn e Pentangle a cantautori cupi ed introversi come Drake - evidentissimo in "October 12th" - e Martyn o alla evidente anima elettrica e psichedelica di "Forever" che suona molto vicina a certi Floyd "post-Barrett").









... 12 brani (ognuno dedicato ad un mese dell'anno) tutti assolutamente inarrivabili per scelte timbriche originalissime e per la cura della composizione/improvvisazione ...







‎... una geniale produzione (un suono splendido!) di David Axelrod registrata nell'ottobre del 1966 a Los Angeles. Una talentuosa performance di Julian "Cannonball" e del fratello Nat accompagnati brillantemente da Joe Zawinul al piano, Victor Gaskin al basso e Roy McCurdy alla batteria.

mercoledì 18 novembre 2009

TIM BUCKLEY - Tim Buckley (1966)



DILEMMA: è ancora possibie ascoltare Tim Buckley dimenticando la sua vicenda umana?

Non sono sicuro di riuscire a farlo e quindi ogni volta che decido di ascoltare uno qualsiasi dei (troppo) pochi dischi da lui realizzati in vita mi sento sempre in balia di una sorta di atteggiamento pregiudiziale nei confronti della sua arte e a poco servono i tentativi di ricordare l'approccio mio personale ai suoi dischi AL MOMENTO della loro pubblicazione ... studiare la sua vita e le sua dis-avventure è stato illuminante ma al tempo stesso troppo condizionante per un ascolto sereno ex-post.

Questo primo album del 1966 è chiaramente un timido passo verso una personalità in divenire ... ma che però brucierà le tappe già a partire dal successivo GOODBYE AND HELLO.

Eppure sono già evidentissime le caratteristiche stilistiche dell'artista: una voce prorompente e straordinariamente evocativa ed una elaborazione musicale che pesca a piene mani da molteplici tradizioni popolari filtrandole e rinnovando con esse il ruolo del cantautore, liberandolo da una forma di quasi necessario impegno politico per riportarlo un modo dell'essere artista suo proprio.

Qui l'orchestra gioca ancora un ruolo importante e determinante per sottolineare le atmosfere volutamente più commerciali ed infatti gli episodi come la struggente "Song slowly song" sono l'eccezione e non la regola (anche se di lì a poco le cose sarebbero andate diversamente). In questo senso gli arrangiamenti in generale sono ovviamente molto mainstream ("Song for Jainie", "Grief in my soul") e permettono un approccio rassicurante alla creatività di questo giovanissimo talento (per gli esperti: ... provate a ricordare l'alieno Buckley di LORCA o STARSAILOR ... quasi non sembra la stessa persona!).

Il 1966 è l'anno di FREAK OUT (Zappa), BLONDE ON BLONDE (Dylan), REVOLVER (Beatles), AFTERMATH (Rolling Stones), PET SOUNDS (Beach Boys), MINA CANTA NAPOLI (Mina) ... oops questo è un refuso ... ehm ... insomma è già straordinario pensare che il giovanissimo Buckley sia presente con il suo primo tentativo artistico ... ed è decisamente confortante sapere che il suo 1966 sarà solo l'inizio di una (seppur troppo breve) brillante traiettoria musicale.



venerdì 6 novembre 2009

ROY HARPER - Sophisticated Beggar (1966)



Prima uscita discografica del giovane talento britannico che davvero non lesina le sue qualità di musicista, cantante e compositore nel solco profondo di un approccio cantautoriale tanto intimista quanto prepotentemente estroverso.

E' un disco difficile da "spiegare" perchè è un lavoro che riassume quegli anni di Harper, anni fatti di complesse vicende personali (dalla partecipazione devota alla professione di fede con i Testimoni di Geova alle terapie elettriche per gli stati di alterazione umorale subite durante il servizio militare alla RAF e - dopo l'inevitabile congedo - il vagabondare per l'Europa guadagnandosi da vivere come musicista di strada fino al definitivo ritorno a Londra al folk club Les Cousins nel 1964).

Ed infatti è proprio il "mendicante sofisticato" che è in Roy Harper che lo porta a raccontare con grande sensibilità ed intelligenza storie di disagio e di solitudine mescolandole a momenti di amara ironia consapevole e a struggenti episodi strumentali in grado di ben evidenziare le sue indubbie qualità di musicista.

Un disco completo e clamorosamente interessante per l'epoca e per tutte le realtà successive e ad esso contemporanee (dal fenomeno folk-rock di artisti come Donovan, Jansch, Renbourn e Pentangle a cantautori cupi ed introversi come Drake - evidentissimo in "October 12th" - e Martyn o alla evidente anima elettrica e psichedelica di "Forever" che suona molto vicina a certi Floyd "post-Barrett").

Ancora un disco imperdibile per una audioteca competente.

mercoledì 18 marzo 2009

EMIL RICHARDS & New sound element - Stones (1966)



Che meraviglia!

Due grandi della musica americana alle prese con un album di respiro sonoro proiettato verso un possibile futuro.

EMIL RICHARDS (anche conoscito come Emilio Radocchia) è stato a più riprese collaboratore anche di Frank Zappa (Lumpy Gravy, Zappa in New York e molte altre occasioni) ed è uno dei più raffinati percussionisti della scena della nuova musica americana dell'ultima metà del secolo scorso.

PAUL BEAVER non meriterebbe nemmeno una qualsiasi introduzione, ma nel caso non sia abbastanza chiara la sua identità, basta dire che è stato artefice di alcune tra le pagine più interessanti della prima sperimentazione elettronica moderna al cui apice va posto il progetto musicale sperimentale realizzato con BERNIE KRAUSE (immortale l'opera "The Nonesuch Guide to Electronic Music " e lo straordinario album "Gandharva")

Questo disco di fatto è a nome del solo Richards ma l'intera sezione elettronica che accompagna le complesse partiture ritmiche delle percussioni è frutto della genialità e dell'estro creativo del solo Paul Beaver (nascosto dietro lo pseudonimo ridondante di NEW SOUND ELEMENTS).

12 brani (ognuno dedicato ad un mese dell'anno) tutti assolutamente inarrivabili per scelte timbriche originalissime e per la cura della composizione/improvvisazione.

Da avere assolutamente!