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lunedì 1 luglio 2024

FRANK ZAPPA / M.O.I - Whisky A Go Go 1968 - 2024

... ogni volta che viene pubblicata una nuova testimonianza della musica di Frank Zappa potrei pormi il dilemma se vale ancora la pena di ascoltare questo materiale d'archivio, qualcosa che lui non avrebbe mai pubblicato perchè probabilmente non rappresentava il suo "standard" professionale ... quindi se lui per primo non era interessato a divulgarlo, perchè mai bisognerebbe farlo? la risposta che ormai ho deciso di darmi quando mi si pone questo dubbio è molto semplice ... perchè Zappa è - e rimane oggi - un fenomeno da STUDIARE adesso ... ovvero ... se prima ci si poteva divertire ed apprezzare la sua visionarietà proiettandola (anche e soprattutto arbitrariamente) verso un possibile futuro, da quando ci ha prematuramente lasciato soli nel 1993, la sua musica è diventata un motivo di approfondimento in "tempo reale differito" (per chi lo ha sempre seguito come il sottoscritto) ... il tempo differito della non contemporaneità in realtà rappresenta proprio un motivo IN PIU' per ascoltarlo attentamente ed analizzarne il percorso "in divenire", concentrandosi sugli sviluppi poi accaduti davvero e non ipotizzarne le più svariate declinazioni possibili.

Questa registrazione "all in" del Whysky A Go Go del 23 luglio del 1968 non rappresenta una vera e propria "novità" della dimensione M.O.I ... certo, è possibile ascoltare integralmente il divenire di un concerto di quella bella banda di (apparentemente) "sbandati", attorniati da figure ampiamente "borderline" per il comportamento tradizionale dell'epoca ... un concerto gestito in più fasi con elementi di evidente "riempimento" ad allungare il brodo (aspetti questi che abilmente Zappa evitava accuratamente nelle sue selezioni sonore fin qui proposte tratte dalle sue serate folli facendo immaginare all'ascoltatore una band compattissima e scarsamente incline a "perdere tempo" con noodlin' around vari.

In realtà in quei giorni i concerti di Zappa oltre che avere una fondamentale parte di coinvolgimento verbale e gestuale avevano un giusto mix di spericolata "proiezione altrove" e confortevole "mantenimento quota terra" ... in questo modo sia i musicisti che il pubblico potevano trovare spazi di alleggerimento da altri momenti di forte tensione propositiva culturale nel linguaggio musicale proposto ... a ben pensarci, anche se ADESSO può sembrare "poca cosa" è invece interessante collocarlo nel tempo esatto e verificare quanto quel concetto di performance fosse straordinariamente interessante e visionario ... e come inquesto modo si dimostra facilmente l'unicità del fenomeno Frank Zappa.

Ai tempi leggendari del DK avrei dedicato un articolo di parecchie pagine per questo episodio 128 del catalogo zappiano ... ora non ce n'è più bisogno, ma sottolineare l'essenzialità di questo reperto digitale sonante è davvero doveroso.

lunedì 14 dicembre 2020

FRANK ZAPPA / MOTHERS OF INVENTION - Milano 1974

 











 
 
 
 
 
 
 
... immagino che - per la legge dei grandi numeri - all'epoca qualcuno sarà uscito dal velodromo Vigorelli non soddisfatto del concerto appena visto ... è un'eventualità che specie con lo Zappa mid 70's è abbastanza frequente. 
 
Io non sono certo la persona più adatta a giudicare quella specie di "ortodossia" zappiana che prevedeva la svolta post Mothers un "tradimento" della missione freakoide dell'anarchico Frank ... non ho mai condiviso questo integralismo zapposo ed in questo modo mi sono potuto godere fino in fondo lo straordinario percorso creativo del musicista di Baltimora ... però è davvero incredibile essere insoddisfatti di un concerto la cui scaletta è stata:
01 - Tush Tush Tush
02 - Stinkfoot
03 - Inca Roads
04 - Florentine Pogen
05 - Approximate
(attenzione, versione COMPLETA con il finale dopo la "unbridled buffoonery")
06 - Cosmic Debris
07 - RDNZL
08 - Village Of The Sun
09 - Echidna's Arf (of you)
10 - Penguin On Bondage
11 - T'Mershi Duween
12 - Dog Breath/Uncle Meat
13 - Camarillo Brillo
14 - Pygmy Twylyte
15 - Room Service
 
... gli appassionati di quella fase creativa zappiana allora in piena espansione che hanno potuto assistere a quel concerto ne saranno stati travolti visto il "pieno" di composizioni eccellenti proposte in scaletta e, cancellata definitivamente la vaudeville-era dei Mothers early 70's, quel suono della sua nuova orchestra elettrica era evidentemente al massimo dell'energia disponibile.
 
E sicuramente c'era ben poco spazio anche per la prima dimensione anarcoide dei Mothers originali e posso quindi facilmente immaginare le facce degli zappiani di prima ora (quelli dell'equivoco/zappa) ma non posso non immaginare la mia faccia se fossi stato coraggioso abbastanza da prendere un treno a 15 anni ed andare a vedermi questo incredibile concerto (ma rimane una astrazione mia personale ... un "what if" privato) che ascoltato alla siderale distanza di 46 anni ancora oggi propone una scintillante dimensione musicale, clamorosamente innovativa e senza compromessi ... insomma ... ZAPPA!
 
 

giovedì 6 dicembre 2012

2012 - Understanding America (Frank Zappa)


















 
... discussa ... discutibile raccolta (ma non) a capocchia di materiale vario dal catalogo (vecchio e nuovo) di Zappa ... concepita e voluta dal Maestro in persona e realizzata (già nel 2008) dagli "eredi" ma pubblicata solamente adesso ... ed è il "concept" che merita ... il resto è già noto e stranoto (e anche stravolto in parte dalla presenza di alcuni famosi velenosi re-missaggi delle prime riedizioni ...). Fa comunque preziosa eccezione la (inedita) versione di 25 minuti del manifesto "Porn Wars deluxe" ... esclusivamente per zappiani concettuosi ed amanti del "progettoggetto", per tutti gli altri (anche quelli potenziali) una rischiosa affascinante traiettoria verso uno zappa spesso tecnologicamente e sonicamente "audio-riletto" e quindi non figlio del suo tempo e degli originali crudi suoni di fine sessanta.

mercoledì 22 dicembre 2010

ANDY GREENAWAY - "Zappa the hardway" (2010)



Lussuoso libro indipendente dedicato all'analisi puntuale e precisa (almeno per quello che ho letto in questi primi giorni) dell'ormai celebre ultimo tour Zappiano in compagnia della cosiddetta "Best Band" datato 1988 e chiamato appunto "Broadway the hardway".

Quel momento della carriera di Frank Zappa è stato uno snodo cruciale (anche perchè proprio alla vigilia del manifestarsi della malattia che lo avrebbe portato via solo qualche anno dopo nel dicembre del 1993) per comprendere e meglio tracciare con altri nuovi dettagli l'intera traiettoria del suo "progetto/oggetto" definitivo.
Come molti sanno la straordinaria "Best band" si è sbriciolata all'indomani della conclusione a Genova del tour europeo, lasciando "all'azienda Zappa" solamente i debiti maturati per l'operazione finita male ed i mancati guadagni di un probabile fruttuoso secondo tour americano per l'inverno del 1988. Ma al di là delle recriminazioni di tipo prettamente economico, il modo e le motivazioni per cui quello straordinario ensemble progetto si è dissolto ha forse lasciato una vera cicatrice nel già cinico animo del compositore di Baltimora, allontanandolo definitivamente dall'interazione con altri esseri a sangue caldo, preferendo come soluzione finale un solido rapporto "professionale" con una macchina (Synclavier) ed i suoi software operativi in continua evoluzione. Comunque ... tornando al libro,



il tomo si presente con una bella ed elegante sovracopertina rigida con una serigrafia argentea che ritrare il Nostro in uno dei suoi proverbiali momenti di "direzione" orchestrale, una bella idea per impreziosire (e proteggere) il vero e proprio libro ...



piuttosto voluminoso, che si apre con una pagina che attesta l'unicità della copia in vostro possesso (è stato infatti pubblicato un una tiratura limitata di 400 copie) ...



per poi proseguire con parecchie pagine (224) stampate in un comodissimo carattere per una agevole lettura (per capirci ... non è un piccolo font arial corpo 8) e con altre pagine ricche di belle fotografie (74 per la precisione .. alcune delle quali non proprio facilmente reperibili altrove).







Inutile dirvi che questa pubblicazione è destinata sicuramente a diventare FONDAMENTALE per ogni studioso ed appassionato zappiano (tralascio ovviamente di sottolineare l'interesse per questo oggetto da parte degli attenti collezionisti internazionali).

Da avere.

Info qui : gandsmusic@casero.demon.co.uk

venerdì 19 febbraio 2010

"TARGET PRACTICE"



Per documentarsi correttamente sulla carriera di un musicista così particolare quale è stato FRANK ZAPPA spesso diventano importanti e significativi alcuni tasselli audio raccolti in modo clandestino secondo una pratica comune dall'invenzione del registratore a cassette portatile.
Per alcune situazioni infatti, le uscite ufficiali non sono esaustive e non rendono appieno il "momentum" a cui - anche solo vagamente - esse si riferiscono.

Nello specifico, non basta la variopinta e bizarra copertina dell'album THE MAN FROM UTOPIA per raccontarci davvero l'incredibile atmosfera che si respirava la sera di quel 6 luglio del 1982 fuori Milano all'area del Parco Redecesio, attrezzata per ospitare il concerto della band di Zappa. Non bastano nemmeno i resoconti più o meno verosimili e verificabili degli spettatori presenti allo spettacolo perchè talvolta le memorie tendono ad enfatizzare momenti magari realmente poco significativi per lo svolgimento degli eventi stessi.

In soccorso quindi risultano opportune ed utilissime le tanto vituperate regitrazioni "pirata" che hanno in questo caso il merito di restituire con assoluta ed impietosa verità (in una sorta di casuale Frippiano "audio-verité") le dinamiche realmente occorse.

Zappa è reduce dalla brutta serata vissuta pochi giorni prima in Svizzera (1 luglio - Ginevra - La Patinoire des Vernets) dove era stato costretto a sospendere il concerto dopo solo 45 minuti a causa delle intemperanze del pubblico locale (?) evidentemente più impegnato in una gara di "tiro al musicista" con oggetti di varia natura e foggia (questo è effettivamente - ma parzialmente - documentato nel secondo disco di YCDTOSA vol.5) che non interessato alla musica proposta.

A Milano la scena è certamente diversa. Alcune date nel frattempo sono andate relativamente bene, o meglio, sono state portate avanti senza particolari problemi ma evidentemente la tranche finale del tour '82 è destinata a riservare altre spiacevoli sorprese al gruppo ... soprattutto in Italia.

Quella sera quindi il concerto inizia con una ispiratissima "Zoot allures", con un solo zappiano di apertura (nel solito momento strategico utilizzato per ottimizzare il bilanciamento dei suoni sul palco e fuori) che sembra presagire una serata in grande spolvero. Anche le presentazioni del gruppo sembrano essere all'insegna del divertimento e Frank (che ironizza pesantemente sulla quantità di zanzare presenti sul palco ... "welcome to the mosquito heaven!") trova anche il tempo per segnalare la presenza di alcuni amici venuti da Portofino ai quali anticipa che suonerà dei brani espressamente per loro. Ma nonostante tutto sembri filare liscio passano solamente poco più di 10 secondi dall'inizio di "You are what you is" perchè si manifesti il primo sintomo del disagio incombente.

Frank infatti interrompe a quel punto bruscamente la band e si rivolge al pubblico delle prime file prima in inglese ...

... DON'T THROW THINGS ON THE STAGE! ... call here the guy and tell them in italian please ... IF YOU THROW THINGS ON THE STAGE, PLEASE, THE MUSIC WILL STOP! ... DON'T THROW THINGS ON THE STAGE!

poi con il tipico italiano a stelle e strisce ...

... CAPITO? ... SEDUTI PER FAVORE!

In realtà immediatamente sotto al palco un gruppo di ragazzi era sostanzialmente più preoccupato di "farsi" che non della musica in sè e non doveva certo essere un gran bel vedere dal palco. Ma considerato poi soprattutto che una volta usate le siringhe ipodermiche per la dose, le stesse venivano criminalmente lanciate verso i muscisti sul palco ... la cosa assumeva anche degli aspetti discretamente critici e preoccupanti per l'incolumità dei protagonisti del concerto.
Per non appensantire ulteriormente la situazione comunque Zappa riprende a far viaggiare la macchina musicale cercando con questa mossa di ridare la giusta dimensione e priorità alla presenza della musica (e che musica!) sul palco.

"Mudd club" e "The meek shall inherit nothing" sembrano funzionare ma è solo un'impressione, ancora una volta Frank è costretto ad interrompere la band e riprendere nuovamente l'indisciplinato pubblico delle prime file ...

... YOU SEE THIS BOTTLE HERE? ... DON'T THROW THINGS ON THE STAGE! ... SEDUTI PER FAVORE! ... GO BACK! ... IF YOU ... ... IF YOU MOVE BACK THEY CAN SIT DOWN! ... I KNOW ... BUT IF YOU MOVE BACK THEY CAN SEE! ... MOVE BACK! ... GO BACK ... THERE MOVE BACK! ... OK I'M GONNA TELL YOU IN ENGLISH, ALLRIGHT? ... LISTEN TO THIS ... ... YOU WILL BE HERE FOR TWO HOURS! ... DON'T STAND UP, YOUR LEGS WILL GET TIRED! OK? ... NO NO ... JUST BE CONFORTABLE ... IF YOU MOVE BACK YOU CAN LEAVE SPACE AND STILL CAN SEE! ... UNDERSTAND? IF THEY CAN MOVE BACK! ... NO, RELAX, DON'T STAND UP ... ... STAND UP AT THE END OF THE SHOW!

detto questo ordina al gruppo di riprendere a suonare dal bridge di "Meek", ma l'atmosfera ormai non è più la stessa ed è essenzialmente la professionaltà dei musicisti che permette allo spettacolo di proseguire nonostante l'evidente inciviltà di pochi spettatori abbia ormai demotivato tutti.

"Joe's garage", "Why does it hurt whan i pee?" (con uno strano cantato solista di Martin, peraltro), "Marqueson's chicken" proseguono senza interruzioni, ma la stessa qualità delle esecuzioni è davvero discutibile anche per i singoli musicisti capaci qui di imprecisioni altrimenti sconosciute. Zappa stesso fatica a riprendere probabilmente il "filo" creatuvo della sua chitarra esibendosi proprio in "Marqueson's chicken" in un assolo poco ispirato e molto statico (forse davvero uno dei suoi meno ispirati del tour).
E ancora ... "Fine girl", Zomby woof" (dove per fortuna la chitarra di Frank sembra effettivamente riprendersi e ravvivarsi durante il consueto lungo assolo).
"King Kong" perde qualsiasi significato e valore fino a quando inizia la abituale strana "zona" di
improvvisazione con Tommy Mars in grandissima evidenza (che distribuisce accenni di famossissime italiche melodie a multiple interpolazioni noise). date le circostanze è comunque ovvio e comprensibile che l'estesa (forse fin troppo!) durata di "King Kong" sia anch'essa il frutto di una semplce esecuzione rutinaria.

Quando riprende la parte "cantata" della scaletta con la sempre verde "Sharleena", l'umore di Zappa sembra leggermente più confortato di qualche minuto prima ed infatti inizia a scherzare con gli organizzatori (Francesco e Tony) a proposito della richiesta di avere una maggiore quantità di ragazze da portare in albergo. Ma il pubblico non sembra aver mutato l'atteggiamento, ed infatti ... ecco l'ennesimo rigoroso stop ...

... ALLRIGHT ALLRIGHT ... NO WAIT A MINUTE! ... HEY! HEY!!! ... DO YOU WANT MUSIC? ... STOP THROWING THINGS ON THE STAGE! ... PUT BACK THE FENCE! ... RELAX! ... WE WANNA PLAY A NICE CONCERT FOR YOU! ... THIS IS NOT "TARGET PRACTICE" ... GET THE PICTURE?

ma stranamente questa volta evidentemente persa la speranza di recuperare la qualità del
divertimento Zappa disegna un assolo finalmente minimamente interessante, probabilmente grazie ad un suo rassegnato e definitivo estranearsi dal marasma circostante.

Finito il brano però l'orchestra elettrica esce dal palco probabilmente per provare a dare una pausa alla tensione generale. In effetti, questo espediente favorisce la normalizzazione dell'ambiente e permette a tutti di concludere lo spettacolo (privo però di particolari momenti straordinari e memorabili ... onestamente nemmeno l'altrove funambolico duetto Vai/Zappa di "Stevie's spanking" e la comunque sempre bella "Illinois enema bandit") almeno senza ulteriori manifestazioni di inciviltà.

Una vera avventura.

mercoledì 17 febbraio 2010

TONY PALMER ... whips it out



In tutti questi anni ho letto talmente tante porcherie riguardanti 200 MOTELS, alcune sono puro frutto di immaginazione mentre molte altre sono state provocate da Frank zappa stesso. L'uscita del restaurato film in DVD mi offre l'opportunità - la mia PRIMA opportunità - di correggere una o due delle storie più selvagge relativamente a come è venuto fuori il film e cosa realmente è successo durante le riprese.

Contrariamente a quanto Frank ed i suoi biografi hanno sostenuto, quando venni coinvolto nel progetto non c'era alcun copione o sceneggiatura, solamente una montagna di appunti che contenevano scene 'prevalentemente autobiografiche'. Il mio lavoro - secondo quello che Frank disse - era quello di dare un qualche senso (filmico n.t.d) a tutto quel materiale cercando di costruire una sceneggiatura coerente per produrre un qualsiasi film. E' vero che Frank aveva scritto moltissima musica, buona e meno buona, ma non era stata prevista alcuna orchestra, nessun solista, nessun coro e nessuna coreografia. Il mio ulteriore lavoro sarebbe stato quello di organizzare tutto questo davvero in pochissimo tempo a disposizione. Solitamente per assumere un orchestra a Londra - soprattutto se prevedi di assumerli per una intera settimana - devi fare richiesta almeno un anno prima ... io avevo solamente tre settimane per trovare un'orchestra del livello più alto.

Inoltre, benchè il film fosse un'idea originale riconducibile totalmente a Frank, la MGM/UA non era poi così ben intenzionata ad investire in un simile film anche se le previsioni di spesa si aggiravano intorno alla cifra di mezzo milione di dollari (alla fine il costo fu di 679.000 dollari). In realtà fu proprio la MGM/UA a toglierlo dal ruolo ufficiale di regista per insistere invece sull'affidamento del materiale a "due mani più sicure" per essere certi che dal loro investimento uscisse un prodotto di una qualche qualità. Poco tempo prima era capitato che mi mi fosse stato offerto un contratto con la MGM (che loro stessi avevano poi annullato) e la cosa era di conoscenza dell'allora manager di Zappa Herb Cohen. Sapendo che in passato avevo già lavorato con Frank Cohen mise definitivamente insieme i pezzi del puzzle.

Ancora, è subito apparso evidente che le scene (esattamente come le aveva pensate Zappa) non avrebbero potuto essere filmate in nessun caso con i mezzi tradizionali ... o meglio ... avrebbero anche potuto essere girate, ma in tempi lunghissimi e con grande dispendio di risorse economiche (ma non avevamo nè tempo e nè soldi in realtà) a causa degli effetti visuali previsti. Fui io a suggerire l'uso del nastro video, non Frank, dal momento che stavo già sperimentando con gli effetti video ottenibili utilizzando le prime videocamere a colori a disposizione della BBC solamente da tre anni. All'inizio MGM/UA pose il veto ad una simile idea dal momento che - secondo la loro ragionevole obiezione fatta - il nastro video ("cos'è un nastro video?" mi chiese un responsabile di produzione della MGM/UA una volta) non avrebbe potuto essere obiettivamente proiettato nelle sale cinematografiche.

Fu un mio collega alla Technicolor London che trovò la soluzione. Le attrezzature pre-belliche proprio della Technicolor prevedevano il procedimento dello sviluppo delle riprese effettuate utilizzasse tre differenti negativi (rosso, verde e blu) messi in parallelo, il che risultava analogo alla tecnologia per la suddivisione dei colori utilizzata nella realizazione dei video. Divenne quindi possibile trasferire "singolarmente" gli elementi cromatici delle riprese video in tre differenti pellicole da sviluppare poi con la normale procedura in parallelo. Ed è esattamente quello che poi successe, diventando di fatto il primo film in assoluto ottenuto dal trasferimento su pellicola di nastro video. A quel punto MGM/UA era soddisfatta perchè alla fine avevano effettivamente un film e non un video. Frank era soddisfatto perchè aveva ottenuto tutti gli effetti che aveva voluto velocemente e senza troppe spese. Ma allo stesso tempo non aveva avuto nulla a che vedere con la soluzione del problema ... e non sono nemmeno troppo sicuro che ci abbia capito addirittura qualcosa a riguardo. Comunque spesso ho letto che lui è stato in qualche modo un considerato "pioniere" dell'intero progetto, un errore che è stato ripetuto in un documentario relativo alla realizzazione del film prodotto dalla televisione olandese VPRO.

Nello stesso film, Zappa racconta che venne girato solamente un terzo del copione/sceneggiatura. Una frase questa senza alcun senso. Afferma anche che il regista (ovvero IO) "ha abbandonato la produzione a metà del lavoro" ... cosa decisamente nuova per me così come era capitato per parecchi altri attori e componenti la band. Ancora più inesatto. Wilfred Brambell, famoso attore britannico, rifiutò la parte offerta e Jeff Simmons venne poi sostituito da Martin Lickert nel ruolo di Jeff per il solo motivo che ebbe la temeraria iniziativa di chiamare Zappa un "ego-maniaco". Tutto vero, ma le dichiarazioni di Zappa che sostiene che questi eventi portarono profonde variazioni dell'ultimo minuto al copione sono ancora più assurde.

Ancora secondo il documentario olandese, quando me ne andai, avrei minacciato di cancellare i nastri originali ... il che suona bizzarro dal momento che fui io stesso a completare l'operazione di editing prima di consegnarli alla MGM/UA. Ho anche letto che tutti gli outtakes ed i nastri video originali sarebbero stati cancellati e rivenduti alla MGM/UA come nastri usati per rientrare delle spese eccessive sostenute. Bene, nessuna compagnia del livello della MGM/UA accetterebbe mai dei nastri di seconda mano - anche se cancellati - perchè non li giudicherebbe comunque affidabili. Una enensima "balla" zappiana.

Tutto ciò sembra suonare come se io cercassi di delegittimare quanto fin qui proprio del trascorso Zappiano. E' piuttosto il contrario invece. E' impossibile non avere una obliqua ammirazione per un film che non sarebbe mai stato realizzato se non fosse stato per lui ed il suo curioso talento. Poi, per quanto possa sembrare folle il film è pur vero che propone una certa affidabile visione della realtà della "vita on the road" comune a molte rock-band dell'epoca.Inoltre è un fatto incontrovertibile che siamo qui a distanza di 40 anni ed esiste ancora un consistente interesse proprio per questo film.

Oh, a proposito, ancora secondo alcuni siti web dedicati al film, dal momento che "ero stato licenziato" 0ppure "avevo abbandonato il set" (scegliete voi la versione che preferite) io avrei bruciato i nastri originali del girato ... cosa decisamente strana dal momento che sono gli stessi master che ho davanti a me mentre sto scrivendo queste note.

Ed infine, come risultato di una qualsiasi delle storie appena citate (ancora una volta scegliete voi quale) Frank ed io non ci siamo più rivolti la parola, il che è ancora più strano dal momento che due anni dopo gli eventi, quando Zappa stesso citò in tribunale la Royal Albert Hall per aver cancellato un concerto in cui avrebbe dovuto essere eseguita la musica di 200 Motels, i venni convocato al processo nella Royal Court of Justice come testimone esperto conoscitore di "Zappa". Che sia stato lo stesso Zappa a voler evitare che restassimo in qualche modo amici?

Così 40 anni dopo, sono orgoglioso di essere in qualche modo associato al fil, orgoglioso di aver conosciuto Frank ed orgoglioso di essergli stato amico, nonostante tutto il fango che (principalmente) altri hanno scritto a proposito di quello che "davvero" è accaduto".

Tony Palmer

giovedì 28 gennaio 2010

FRANK ZAPPA - Philly '76 (2009)



In qualche modo era il disco che ci voleva.

In una sorprendente qualità sonora ecco rimaterializzarsi il fantasma (sic!) dell'omino baffi-e-mosca direttamente dal lontanissimo 1976.

Per un vecchio appassionato esperto, la notevole qualità artistica di alcune delle date del '76 tour era già nota grazie alle numerose registrazioni clandestine disponibili dappertutto, ma risentirne una in versione perfetta, dinamica e meravigliosamente editata ... è stato un problema di contraccolpo emotivo che ha aumentato il sincero rammarico che il responsabile di quelle audio meraviglie non sia più da queste parti.

Premesso quanto sopra, credo sia necessario segnalare a tutti gli amanti dello strumento a quattro corde per eccellenza che la performance di tale Patrick O'Hearn qui documentata ha del sovrannaturale, ed è probabilmente la volta in cui il talento del giovane californiano diventa apprezzabile a-tutto-tondo davvero (per capirci ZINY sembra un "normale" lavoro rispetto a quanto proposto in questo particolare concerto ... you know what i mean).

Stesso discorso vale per Terry Bozzio e la sua travolgente batteria assolutamente incontenibile nella sua "zona Franka" (lo so, è un acrobatico "cheap wordgame" ma ... hey!) che il leader evidentemente gli ha sempre giustamente concesso.

Diventa invece anche estremamente interessante apprezzare il lavoro per nulla marginale dell'unico inglese della band, di quel tale Eddie Jobson che in quella breve stagione alle tastiere riesce a reggere il peso dei complessi arrangiamenti, prendendosi poi delle intense derive soliste con il suo celebre violino elettrico trasparente.

Ai più attenti poi risulterà anche evidente la presenza della cantante BIANCA (Odin) - a cui sono stranamente anche affidate le note di accompagnamento del disco - rimasta davvero per poche settimane, ma senza dubbio in grado di fornire un apporto perfettamente adatto a sottolineare alcune derive funky-soul (in fondo) sempre presenti in un certo Zappa.

Musicalmente parlando il concerto è uno straordinario cocktail di anticipazioni (per l'epoca, ovviamente) ed alcune curiose scelte d'archivio. Alla prima categoria fanno sicuramente riferimento "Tryin' to grow a chin", la travolgente "City of tiny lights" (con un eccellente solo/scat di Ray White) - che verranno poi pubblicate solamente tre anni dopo in "SHEIK YERBOUTY" - ma anche tutti i brani dell'album ZOOT ALLURES (curiosamente pubblicato ufficialmente worldwide PROPRIO QUEL GIORNO ovvero il 29 ottobre 1976) e quindi "Wind up working in a gas station", "The torture never stops" (con un intenso, smagante assolo del "capo"), Black Napkins e "Find her finer".
E' anche un momento di grande conflittualità dello stesso Zappa con mezzo mondo discografico americano e quindi di fatto anche tutti i brani che poi - solo due anni dopo - finiranno in ZAPPA IN NY sono da considerarsi delle vere e proprie preziose anticipazioni come "The purple lagoon" (essenzialmente l'intro), "Max needs Women", "Chrissy puked twice" (aka "Titties and beer") e "Honey don't you want a man like me?".
Alla seconda categoria invece sono riconducibili "You didn't try to call me" (evidentemente scelta per le doti vocali di Bianca) e l'intera sezione "Rudy wants to buy yez a drink", "Would you go all the way?", "Daddy daddy daddy" e "What kind of girl do you think we are?" pensata per la partecipazione al concerto di Flo & Eddie (cameo poi cancellato per l'improvvisa morte del chitarrista della band dei due ex Mothers avvenuta in circostanze misteriose solo poche ore prima).

"PHILLY 76" aggiunge anche un'inedita cover al lungo elenco di brani ri-proposti da Zappa nella sua carriera ovvero "Stranded in the Jungle" (un classico del rhythm'n'blues portato al successo da The Jayhawks e scritto da Ernestine Smith & James Johnson nel 1956). Curiosamente anche la glam-punk band dei New York Dolls aveva riproposto lo stesso brano due anni prima nel 1974 ... ma ovviamente con uno spirito vagamente differente.

In conclusione un disco che permette una specie di fruttuoso armistizio tra la moltitudine di appassionati zappiani che comincia a non capire la politica delle pubblicazioni fin qui messa in atto dalla casa "madre" (e come poteva essere definita diversamente?) Zappa Family Trust.
Grazie a questa eccellente pubblicazione, probabilmente per qualche minuto il mondo e la zappianerie internazionale si dimenticherà dello "still missing" ROXY DVD!

mercoledì 18 novembre 2009

FRANK ZAPPA - Lather (1996)



La vera difficoltà nell'approccio a questo "non-album" della lunga lista che contraddistingue la discografia zappiana è proprio questo status di "mai nato".

E il vero problema è capire cosa ne sarebbe stato del percorso creativo di Zappa se solo fosse riuscito in quel lontanissimo 1976 a far uscire un album di questa fattura, con queste molteplici caratteristiche.


mercoledì 31 dicembre 2008

AAA FNR AAA Birthday Bundle 2008



01
Dancin' Fool (Disco Version) 6:18
(1979)
Pubblicato originariamente come singolo 12" nel 1979 e poi incluso nella versione Giapponese di "Strictly Commercial" (1995). Già molti di voi sapranno di che si tratta, ovvero un remix con strane variazioni "soniche" ed un intro di più di un minuto assolutamente inutile i disco-vamp che ripete ossessivamente "(Ki-ni-shinai!)" ed un bizzarro pre finale che, con oltre alle ripetizioni vede anche l'aggiunta di rumori alieni. Non imperdibile ma ... utile per la collezione.

02
More Trouble Every Day 5:48
(1988)
Sappiamo che il concerto di Vienna dell'8 maggio è stato uno dei più interessanti del tour europeo della Best Band viste le numerose "riproposte" realizzate da FZ stesso ovvero nel dettaglio:
Hot-Plate Heaven At The Green Hotel (intro & finale)
su Broadway the hardway
Inca Roads (solo chitarra)
Eric Dolphy Memorial Barbecue (frammento finale)
Stairway To Heaven (Page/Plant) (prima parte)
su The best band you never heard in your life
Black Napkins
su Make a jazz noise here
Finding Higgs' Boson (solo di Hot-Plate Heaven)
su Trance-Fusion
Bamboozled By Love
sull'altro Birthday bundle dell'anno scorso.
La scelta di questa Trouble Every Day ne da una giusta ulteriore conferma.
Insolitamente veloce, si distingue per la sezione del brillante ed interessante assolo di Zappa che con questo "mix" (diverso da quello dei dischi dedicati al tour 1988) permette di apprezzare "altri" dettagli del suono della BB. Ottima integrazione al materiale d'archivio fin qui pubblicato.

03
Gorgeous Inca 3:25
(1979)
Registrato dal vivo a Graz, Austria il 23 marzo 1979 è un solo a-la-St.Etienne con uno Zappa particolarmente ispirato Meritava di uscire dal vault anche in pubblicazioni più "specifiche" (certo non avrebbe sfigurato su Trance-fusion). Interessante l'uscita del tema sul finale, improvvisa e doppiata dalla voce (sempre bella) di Ike.

04
Ancient Armaments 4:09
(1978)
Registrato dal vivo a New York City (31 ottobre 1978). Retro originale del singolo "I Don't Wanna Get Drafted" che finora era disponibile con un mix molto differente nel DVD-Audio HALLOWEEN 1978. Indimenticabile per tutti quelli che hanno comperato il 45 giri in pvc all'epoca e che non si sono più ritrovati la stessa atmosfera nella moderna versione del Disco Versatile Digitale.

05
America The Beautiful (Traditional) 3:35
(1988)
Conclusione blues del concerto di Uniondale, NY del 25 Marzo 1988. Il concerto intero avrebbe meritato la pubblicazione integrale ... ma chissà mai, magari tra qualche decennio. Un'ulteriore ottima integrazione al materiale ufficiale fin qui esistente sul mercato.

06
You're A Mean One Mr. Grinch 3:12
(2000)
Pubblicato nell'album di Dweezil "Automatic" è un divertissment che trova radici genetiche nelle operazioni di Babbo Frank le prime registrazioni per la Del-Fi allo studio Z.
La canzone natalizia di Theodor Geisel e Albert Hague, colonna sonora del film del 1966 "How The Grinch Stole Christmas!" viene qui interpretata dai due Zappa (Ahmet e Dweezil) esattamente con lo stesso humor di un "certo" Frank Zappa degli inizi.
Non ne sentivamo il bisogno ... ma pazienza.

07
Saturday Girl 2:50
(2008)
Wow, un rockettino inedito di Dweezil! ... e cantato pure malino ...
(bah ... chissenefrega!)

08
Alice 5:12
(2008)
Wow, un inedito di Diva! ... e cantanto pure peggio di quello di prima ... originalità o incapacità? Eppure c'è qualcosa di obliquo che mi "intriga" ... forse c'è del buono ... ma non certo nella voce ... per carità!
(bah ... son of ... chissenefrega)

09
Espanoza 3:26
(2008)
Wow, un altro inedito di Diva! aaargh ... ouch ... ghaaargh!
(the return of the son of ... chissenefrega?)

10
Dumb All Over 5:46
(2008)
Ok, adesso il vaultmeister ufficiale comincia a prenderci gusto e si vede affidare progetti satellite per riempire i buchi dei bundles dedicati ai compleanni di Babbo Frank.
Protagonista di questa versione del tutto INUTILE è Melanie Starks, attrice della nuova (?) generazione della Hollywood indipendente californiana.
Mi sfugge il significato di questa proposta priva di qualsiasi elemento di intelligenza, con l'arrangiamento piatto ed insipido. Sembra una banda di ragazzini che si diverte a suonare una canzone del vecchio Frank in una festa di un campus universitario USA. Joe Travers è il responsabile della produzione (... ma perchè?). Il testo è lo stesso, ma forse si pensa che i giovani americani siano più interessati a sentirsi raccontare la vera apocalisse da una voce suadente di figliola. Non capisco ... qualcuno probabilmente lo farà meglio di me.

11
Twenty Small Cigars 5:49
(2008)
Ancora Joe Travers alle prese con un classico del 1969 zappiano ... una song che per il solo fatto di non essere stata inclusa in HOT RATS è stata spesso dimenticata.
Interpretazione jazzata classica, bella ma ne ho sentite di migliori senz'altro. E' quell'atmosfera post-fusion che mi indispone, purtroppo non compatibile con l'humor zappiano originale. Impeccabile, ma senza un vero scopo.

12
Lacksadaisial 5:44
(2008)
Evvai ... il Joe's Show (non gli basta più il "domage", "corsage", "Xmasage", "menage") prosegue con questo impronunciabile siparietto musicale. Noise-funk-fusion davvero superfluo (ma non era un bundle per il compleanno del vecchio ormai polvere?).

13
Dirty Love 4:04
(2003)
Cree Summer è un'artista poliedrica, cantante ed attrice di buona levatura professionale, qualità che le hanno permesso di recitare in oltre una decina di film (che solo come doppiatrice) e in svariate fiction USA e Canadesi (lei è nata in California ma è sempre vissuta appunto in Canada nel Saskatchewan. Qui si avvale della presenza di Ahmet Zappa alla voce e di Dweezil Zappa alla chitarra per una versione incazzatissima, ma innocua, del brano che fu in Overnite Sensation.
Per darvi un'idea ... immaginate il brano cantato integralmente dalle Ikettes ... renderà davvero l'atmosfera.

Che dire?
Altra operazione commerciale, strenna alla memoria messa in atto da qualcuno dello ZFT.

giovedì 4 dicembre 2008

4 dicembre 2008




FRANK ZAPPA - 1940/1993

martedì 25 novembre 2008

FRANK ZAPPA - Joe's Menage



Forse non sarà per tutti, ma sono sicuro che quelli come me che hanno attraversato anni di documenti attraverso nastri dalla provenienza e qualità audio improbabili questa "seconda scelta" è uno di quei dischi da ascoltare e riascoltare.
E anche se la registrazione non è eccellente, risulta invece interessantissimo il contenuto REALE di questo "Menage".

Qualche dettaglio per cercare di spiegare il mio sincero entusiasmo:

Una prima versione di
HONEY DON'T YOU WANT A MAN LIKE ME fa capire che aria "tira" in questo documento. E anche se Estrada (credo) spesso si trova a cantare al limite delle tonalità previste, l'arrangiamento non ancora definitivo offre ottimi spunti di riflessione e di analisi se comparato
con le scelte successive.
The ILLINOIS ENEMA BANDIT non ha solamente la caratteristica di essere cantata da Napoleon, ma ha anche un andamento molto interessante ed una chitarra di Zappa sicuramente protagonista sebbene in modo "differente" da quello consueto.
CAROLINA HARDCORE ECSTASY qui nella sua prima versione riadattata diventa molto interessante per le scelte di arrangiamento proposte, che, benchè simili alla versione di qualche mese prima con la banda di Bongo Fury, assumono una caratteristica che conferisce al brano una qualche originale novità.
LONELY LITTLE GIRL/TAKE YOUR CLOTHES OFF/
WHAT'S THE UGLIEST PART OF YOUR BODY rappresentano un gustoso medley di WOIIFTM (non fosse altro che per alcune brevi battute aggiunte a "Lonely little girl" che confermerebbero l'esistenza di una proto-versione prima di quella definitivamente registrata nell'album) e in questo modo lo stesso brano diventa un piccolo goiello tenuto fin qui nascosto (mi sfugge il perchè della sua esclusione - per esempio - da una serie come YCDTOSA ... se non
forse per la mediocre qualità della registrazione stessa). Dal canto suo "Clothes" in "reggatta style" risulta spiritosa e brillante anche grazie allo stralunato solo di minimoog di Andrè Lewis (e questa registrazione serve anche per apprezzare il suo lavoro rimasto davvero troppo oscuro e sconosciuto).
La conclusiva "Ugliest" è un tipico scherzo dello Zappa maturo e l'incedere da lento doo-wop va in piena collisione con la seconda parte più ritmata per poi venire interrotta bruscamente da un
accadimento difficile da identificare dal solo audio (probabilmente la "risposta" è rimasta nel taglio effettuato in studio da chi ha "operato" chirurgicamente sul materiale).
CHUNGA'S REVENGE è un bizzarro showcase per alcuni dei musicisti della band. Napoleon, Norma Jean Bell e Andrè Lewis (con un Estrada al basso in singolare apparente diversa tonalità ...) si alternano su una texture funk decisamente finora inedita ed inusuale per qualsiasi ascoltatore zappiano.
Poi - imperdibile - l'annuncio di Frank che avvisa il pubblico: "Adesso signori e signore vi suonerò un assolo di chitarra ritmica". E qui ... nessun commento. Da solo questo frammento aggiunge alla enorme discografia zappiana un tassello UNICO.
Probabilmente molti non saranno d'accordo, ma qui stiamo ascoltando qualcosa di assolutamente nuovo. Goduria pura per vecchi zappiani!
A cui si aggiunge una nuova occasione per apprezzare le straordinarie doti di Terry Bozzio (e lo splendido suono della sua batteria) grazie ad un generoso solo che lo rende protagonista della scena sul finale del brano.
ZOOT ALLURES conclude in modo assolutamente imperdibile questa selezione, dando una dimostrazione di quale straordinaria lucidità chitarristica avesse l'uomo di Baltimora durante quella stagione di profondo cambiamento e turbamento legale nella sua carriera (ovvero nella sua VITA!).
E anche per i grandi esperti del chitarrismo zappiano, questa versione non più non lasciare allibiti per le soluzioni armoniche e per la qualità del fraseggio.
Semmai la cosa più brutta di tutto l'album è proprio l'editing che interrompe il solo di FZ problemi tecnici? censura ex-post?) prima del finale caotico ed estemporaneo su chiara direzione del boss (che per l'occasione presenta se stesso con lo pseudonimo di Tyrone Power!).

In (notturna) conclusione, sebbene saranno doverosi e necessari parecchi altri ascolti di questo materiale per apprezzarlo appieno e giudicarlo con maggiore serenità, posso personalmente sentirmi ampiamente soddisfatto per un prodotto che a priori davo solo come probabile "compendio" laterale alla sterminata discografia del Nostro.

Invece mi sbagliavo eccome!