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lunedì 19 ottobre 2009

LEON RUSSEL & MARC BENNO - Look inside the Asylum choir (1968)




A cavallo tra psichedelia, soul, blues e rock made in USA, questo lavoro rappresenta il primo vero sforzo creativo in prima persona (affiancato dal cantante e chitarrista Marc Benno in realtà) di Leon Russell ed è estremamente interessante perchè concepito e registrato in totale libertà dai due artisti nello studio di registrazione di Russell appena costruito grazie alla brillante carriera di session man fino ad allora portata avanti con grande costanza.

Sottolineare la libertà operativa del progetto è utile perchè in questo modo è estremamente chiaro il motivo di fondo che è presente in questa realizzazione dove i protagonisti si sentono completamente legittimati a sperimentare con suoni, tecniche di registrazione e musiche tra le più disparate, permettendosi anche derive sperimentali (quasi tali) con un piacevole senso di "curiosità" che emerge da ogni singolo momento di questo (dimenticato) capolavoro dell'epoca.

LEON RUSSELL - Leon Russell and the shelter people (1971)



Registrato tra l'autunno e l'inverno del 1970, il secondo lavoro solistico di Leon Russell non si sposta di molto dallo stile che ne aveva contraddistino le gesta come session-man alla fine della decade precedente nella fortunata tournee di Joe Cocker "Mad Dogs and Englishmen".

Rock e blues nello stile tipico dell'epoca, cover di autori fondamentali (quali Dylan ad esempio) e ballate di grande raffinatezza di arrangiamenti. La voce spesso miagolante non contribuisce a dare un qualche "valore aggiunto" al prodotto finale, ma se non altro Leon Russell non cerca nemmeno di mascherare i suoi evidenti limiti canori e questo depone a favore di una consapevolezza molto naif anche del pubblico di ascoltatori non troppo preoccupati della "qualità" vocale dell'interprete.

Da notare la chiarissima sua influenza su artisti quali Elton John o Billy Joel nel modo di concepire ed "organizzare" una buona song a cavallo tra rhythm'n'blues bianco ed il rock elettrico.

Un disco da ascoltare con passione e senza aspettarsi acrobazie innovative (sebbene nel brano iniziale sia presente un bizzarro arrangiamento di Moog abbastanza unsolito per l'epoca e per il contesto stesso).