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giovedì 12 novembre 2009

AUNT SALLY - Aunt Sally (1979)



Non mi è stato facilissimo affrontare un disco di New Wave giapponese, ma non per una questione di una qualche personale antipatia - anzi - quanto piuttosto per una mia sostanziale difficoltà ad immaginare quale fosse la percezione di una musica come quella, in Europa così legata alla post distruzione del progressive egocratico e così (spesso chimicamente) depressa rispetto all'animalità del punk.

Ma la cosa sorprendente (non nuova in realtà dal momento che le isole del sol levante sono sempre state musicalmente imprevedibili) è che questo progetto della cantante PHEW di fatto mescola ed amalgama, sapientemente, una moltitudine di molecole di idee presenti nell'atmosfera terrestre in quella fine anni settanta producendo un disco estremamente interessante e stimolante.

E non deve suonare allora poi così improbabile prima la sua collaborazione con la star Ryuichi Sakamoto (nel 1980), e poi il fatto che due grandi della musica creativa europea (già abituati all'idioma) come Hoger Czuckay e Jaki Liebezeit poco tempo dopo (esattamente nel 1981) si sarebbero presi la briga di produrle un clamoroso album.

Ascoltare per esempio la finale, devastata/devastante "Frere Jacques" ... per credere.

venerdì 23 ottobre 2009

CHRISTINE 23 ONNA - Shiny Crystal Planet (2000)



Altro "viaggio" musicale dell'ineffabile duo giapponese alle prese con gli ingredienti di una psichedelia sintetica anni 2000 ossessiva quanto quella degli Ozric Tentacles, ma fredda come la Yellow Magic Orchestra.

TOE - The Book About My Idle Plot On A Vague Anxiety (2005)



Eccellente esempio di "post-rock" ancora dal Sol Levante qui caratterizzato da una solida struttura ritmica.

CHRISTINE 23 ONNA - Acid eater (2002)



Psichedelia dall'oriente per il nuovo millennio.

Finta colonna sonora forse in omaggio al film "Acid Eaters" (1968) con una musica super "spaced-out" prodotta da Fusao Toda (Angel'in Heavy Syrup) e Maso Yamazaki (che quando canta altrove usa il geniale nickname di "Masonna" ... argh!).

In questo esercizio di moderna simulazione (?) lisergica non mancano i phasers, gli echi, i feedbacks, i rumori bianchi, i riff ossessionanti, i ritmi ipnotici, le distorsioni e le melodie apparentemente infantili.

Tutto il tipico campionario semantico della psichedelia fine anni 60 è perfettamente ricompilato in sequenze suggestive che cercano di raccontare e rievocare - a posteriori - quella brillante stagione creativa.

venerdì 9 gennaio 2009

FAR EAST FAMILY BAND - Parallel world (1976)




Band giapponese della metà degli anni settanta che nasconde tra i nomi originali dei componenti Masanori Takahashi ovvero il ben più noto KITARO. Per questo loro terzo lavoro la produzione è affidata addirittura a "sua cosmicità" KLAUS SCHULZE in persona.
Il risultato che ne viene fuori è un bizzarro mix di rock e di trippy-prog space-rock in grado di affascinare e catturare con le sue ipnotiche atmosfere smaganti proprie di una psichedelia sicuramente derivativa con grandi sezioni ritmiche ossessive a ricordare i giorni dei primi Floyd ed aperture progressive a piene mani e cantati piuttosto evanescenti nell' idioma del sol levante che - onestamente però - non aggiunge un particolare fascino esotico (non esiste qui l'effetto DAMO SUZUKI nei CAN ... per intenderci!).
Benchè non imperdibile, questo cosmic-prog dei Far East Family Band può però rappresentare una buona alternativa a molti altri ascolti pseudo artistici provenienti dall'europa, mettendo comunque in preventivo - necessariamente - una buona dose di ingenuità nelle scelte musicali qui proposte.