martedì 8 settembre 2026

2026 - TODD RUNDGREN al 2 DAYS PROG +1 (un commento ... a distanza)

 

Foto di MAURO FURLAN

Rinunciare ad un concerto di Todd Rundgren in Italia è stato per me una vera sofferenza totale ... seguo Todd dal 1972 e ricordo benissimo che fantasticai di raggiungerlo a Londra per il concerto di presentazione di "RA" con i suoi UTOPIA già nel lontanissimo 1976.

Averlo qui a "portata di mano" era un'occasione da non perdere assolutamente quindi.

Purtroppo cause di forza maggiore mi hanno impedito di cogliere l'occasione di una vita e non ho potuto far altro che accettare con pazienza e rassegnazione la circostanza.

Per mia fortuna però ho dei cari amici che mi hanno attenuato il dispiacere permettendomi di ascoltare a distanza il concerto già il giorno successivo
(e con molte belle fotografie a corredo del documento audio).

Per cui questo mio commento è ovviamente scevro dall'emozione di avere davanti a me, a pochi metri un mio ascolto fondamentale degli anni della mia adolescenza ... una specie di "fratello maggiore" che all'epoca mi insegnava ad ascoltare la musica in modo differente aggiungendo al gesto sonoro anche concetti creativi rivoluzionari e unici per l'epoca.

Questo aspetto è FONDAMENTALE per comprendere le mie argomentazioni a seguire che non vogliono essere in alcun modo delle "critiche" ma solo delle banali osservazioni possibilmente quanto più "oggettive".

Foto di MAURO FURLAN

TODD RUNDGREN rappresenta per la mia generazione una delle più clamorose manifestazioni di rock progressivo declinato a stelle e strisce.

Anche se questo aspetto "prog" va riconosciuto soprattutto nella sua prima produzione con la sua band parallela UTOPIA, 


è inevitabile considerare almeno tre dischi solisti di Rundgren come tre capolavori concettualmente "progressivi" come 
"A wizard a true star" (1973), "Todd" (1974) ed "initiation" (1975)


Per il resto, la carriera di Rundgren è sempre stata caratterizzata da un abile "surfare" tra pop music, rock, white soul e simple (?) songs, con un gusto, un'inventiva ed una sensibilità rara (benchè spesso evidentemente derivativa). 

A distanza di oltre 50 anni da quella stagione clamorosamente creativa Todd è ancora in giro a 78 anni e solo questo è un aspetto di cui rallegrarsi ampiamente (considerato anche che la sua vita non è stata proprio "lineare" e "senza curve" (più o meno pericolose).

Foto di MAURO FURLAN

Ascoltarlo in un contesto fortemente caratterizzato dalla dimensione "prog" (per come è inteso oggi il 2 DAYS PROG +1 Prog Rock Festival) è abbastanza disturbante, nel senso che l'headliner più importante della meritoria rassegna di Veruno era di fatto quella che in assoluto si è rivelato incredibilmente il meno opportuno.

Non discuto la qualità della performance ... Todd è sempre stato un meraviglioso "pasticcione" dal vivo ( ascoltare il "solo" di "Lowest Common Denominator" per comprendere fino a che punto può essere "pasticcione" ... ma in fondo lo si ama anche per questo !!!) e quindi l'ottima band con cui si è presentato sul palco di Revislate è stata ampiamente all'altezza dei propri standard live classici.

Quello che mi colpisce ascoltando questo prezioso documento audio è la quasi totale mancanza di composizioni "prog", che hanno invece lasciato spazio ad una sequenza di "songs" che poco hanno a che vedere con il mondo progressivo.

E dalla registrazione percepisco (ma potrei sbagliarmi ovviamente) una discreta freddezza del pubblico che forse si aspettava ben altro setlist.

Intendiamoci

Chi apprezza Todd - a prescindere - sarà rimasto più che contento di ascoltare alcuni suoi grandissimi successi ascrivibili alla dimensione più propriamente POP e qualche straordinario accenno alla sua produzione più "bipolare" di metà anni settanta, ma se mi metto nei panni di un moderno "progster" non posso credere abbia apprezzato le canzoni proposte ... e del resto è lo stesso Todd che alla fine di "Tiny Demons" (una delle sue canzoni che amo di più!) si rivolge al pubblico dicendo:

"Quando abbiamo accettato di fare questo concerto non ci era stato detto che questo era un festival prog, ma abbiamo pensato che avremmo dovuto fare almeno un "qualcosa" di "proggy" ... per cui facciamo questa cosa che da tempo non fa parte del nostro repertorio"

per poi lanciarsi in una mini versione (sostanzialmente il "riff" iniziale) del classico "utopiano" "THE IKON" (1974) ... come a dire ... beh, almeno qualcosa di "più progressivo" lo abbiamo comunque voluto fare (anche se il "solo pasticciato" di Rundgren fa capire quanto "lontano" sia il brano dalle sue corde attuali).

Foto di MAURO FURLAN

Ma Todd è un gigante anche in questa sua capacità di comprendere il contesto e candidamente ammettere quel senso di "fuori posto" che anche lui deve aver provato ad un certo punto.

Per cui è risultato evidente che il concerto era sostanzialmente dedicato agli estimatori proprio di Todd e della sua musica a prescindere (e questo mi avrebbe coinvolto emotivamente ancora di più ... amplificando adesso il mio rammarico di non esserci stato).

Ma voglio comunque vedere il lato positivo della cosa ... Todd in Italia è un'avvenimento che rimane davvero clamorosamente raro (anche negli anni precedenti le sue apparizioni qui sono state davvero poche) e se anche solo una minima parte del numeroso pubblico di Revislate avrà avuto l'illuminazione di provare ad "investigare" la sua musica passata, sarà un eccellente e nobile risultato.

La setlist del concerto (corretta):
EVRYBODY
SECRET SOCIETY
I SAW THE LIGHT
STOOD UP
LOST HORIZON
OPEN MY EYES
BUFFALO GRASS
SWEET
DOWN WITH THE SHIP
BLACK & WHITE
BLACK MARIA
WOMAN'S WORLD

(intermission)

LOVE OF THE COMMON MAN
CLICHE
TINY DEMONS
THE IKON (excerpt)
FOR LACK OF HONEST WORK
NUMBER ONE LOWEST COMMON DENOMINATOR
KINDNESS
I'M SO PROUD
OOH BABY BABY
I WANT YOU
WALLS CAME DOWN (The Call)
ONE WORLD

(encore)
CAN WE STILL BE FRIENDS
HELLO IT'S ME
SWEETER MEMORIES


Foto di MAURO FURLAN



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