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martedì 22 dicembre 2009

DANIELLE DAX - Pop eyes (1983)



Intensissimo album di Danielle Dax che di gran lunga permette di apprezzare appieno l'assoluto valore creativo di questo personaggio borderline, soprattutto se la si giudica nel contesto di una stagione ricchissima di fermento ma eccessivamente ripiegata sulla musica di facile consumo.

Questo è un album di altissimo livello dove le sonorità degli strumenti coinvolti si attorcigliano tra loro, mescolandosi in insoliti connubi dai colori nuovi ed originali mentre la suadentissima sinistra voce di Danielle recita il ruolo di maestro di cerimonie accompagnando con grande misura ogni singolo brano alla sua esatta posizione nell'universo sonoro da lei concepito.

Se esistono dei dischi che hanno segnato profondamente la vis creativa della decade per certi versi più crudele della musica giovane, "Pop Eyes" è sicuramente uno dei più significativi e solidi momenti di orgoglio artistico.

DANIELLE DAX - Jesus egg that wept (1984)



Artista straordinaria per la sua coerenza creativa, DANIELLE DAX ha regalato momenti di altissimo progresso alla scena asfittica di una new wave britannica spesso tutta dedicata alla disperazione nichilista di una generazione forse sbandata e stravolta dallo scenario esistenziale in improvviso veloce movimento.

E proprio alla fine degli anni settanta con il duo LEMON KITTENS Danielle aveva già realizzato dischi di assoluto valore artistico (un esempio tra tutti l'emblematico straordinario "We buy a hammer for daddy").

Sciolto il sodalizio con Karl Blake che teneva in vita il progetto Lemon Kittens, Danielle Dax si è dedicata ad intraprendere una bizzarra traiettoria musicale che tenesse conto delle innumerevoli suggestioni musicali disponibili, sempre modellate sulla sua multiforme poliedrica personalità di artista e performer.

Nel 1984 esce con questo mini-Lp che la vede protagonista assoluta in contesti caratterizzati da strane atmosfere musicali a cavallo tra una specie di improbabile gospel ed una tribalità non identificata (portata a diventare quasi Rockabilly a volte), mettendo in grandissima luce la sua splendida voce capace di attraversare suoni oscuri e torbidi per poi raggiungere vette acute di purezza inaspettata.

Breve, ma bellissimo, esempio di intelligenza applicata alla new wave.