Finalmente un disco che rasserena l'animo.
Chi fosse alla ricerca di "virtuosismi progressivi" o egotiche predominanze individuali, si rende presto conto di aver scelto un disco "non conforme" alle proprie aspirazioni d'ascolto, ma chi invece si ricorda del pop psichedelico (apparentemente) scanzonato e leggero nello spirito non può non trovarsi a suo agio tra le 16 tracce di questo album.
Se a questo aggiungiamo anche una clamorosa scelta di produrre questo manufatto in differenti formati (una vera e propria passione per attenti collezionisti) si comprende come questo album sia un'esperienza d'ascolto "a tutto tondo" e il risultato finale è assolutamente eccellente.
I Soft Hearted Scientists sono:
Michael Bailey – basso
Nathan Hall – voce, chitarre acustiche ed elettriche, tastiere, electronics, effetti sonori
Paul Jones – chitarra a 6 e 12 corde, mandolino
Dylan Line – tastiere, electronics, effetti sonori, cori
Frank Naughton – tastiere, effetti sonori, cori e batteria
Dicono di ispirarsi alla musica delle big band degli anni '40, al doo-wop e al rock'n'roll degli anni '50, alla psichedelia degli anni '60 ed al primo progressivo di inizio anni '70 ... insomma un "distillato" significativo delle decadi trascorse.
Appunto ... finalmente un disco che rasserena l'animo (e non lo obbliga a fare "gli straordinari" emotivi).

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