mercoledì 7 ottobre 2009

HARRY "SUNI" McGRATH - Cornflower Suite (1969)



Non ho idea di quante persone conoscano questo oscuro artista della chitarra (principalmente a 12 corde) le cui produzioni hanno trovato scarsa eco nel convulso panorama musicale a cavallo tra la fine degli anni sessanta ed i primi settanta.
Eppure questo talentuoso chitarrista irlandese di nascita, ha certamente contribuito a tracciare avventurose traiettorie nella musica acustica di derivazione "folk" sulla scia di un fenomeno innovatore quale è stato l'americano John Fahey. Armonie a volte paradossali e rigorose "scordature" naturali fanno costantemente capolino nel sound di Suni che acquisisce anche un carattere quasi visionario in alcuni momenti di questa raccolta pubblicata nel 1969.
Il suo stile di "fingerpicking" non è sempre preciso ed impeccabile (anzi, a volte è proprio soprendentemente "sconnesso") ma è anche questo un aspetto che lo rende "empatico" all'ascoltatore in una dimensione di audio-verità che risulta inevitabilmente umana e reale. Così come anche alcune digressioni chitarristiche "orientaleggianti" ed ingenue (Blue domes of Isfahan) contribuiscono al guazzabuglio generale di un suono curioso e volutamente rivolto alle innumerevoli possibili soluzioni/ripercussioni delle collisioni provocate da convergenti traiettorie musicali intraprese.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Concordo con tutto ciò che dici, io l'ho amato molto nel fine anni '70 e l'ho anche molto suonato e studiato. Penso che sia anche grazie a lui se oggi sono musicista. E ringraziamo la mitica trasmissione radio di Maurizio Angeletti ( zona Milano) che ce lo fece conoscere insieme a tanti altri chitarristi. La Memoria è fondamentale, non è solo nostalgia! Buona vita/musica da Andrea.